Il 12 giugno 2026 sono le 17:21, ora di Washington. Anthropic riceve una lettera dal Dipartimento del Commercio americano firmata da Howard Lutnick, Segretario al Commercio. Il contenuto, in sostanza, è questo: a partire da adesso nessun cittadino straniero può accedere a Fable 5 e Mythos 5. Nessuno. Non importa dove si trovi. Non importa da quanto tempo usi il servizio. Non importa che stia costruendo sopra quei modelli interi sistemi aziendali. È straniero: non può accedere.

Anthropic, impossibilitata a verificare la nazionalità di centinaia di milioni di utenti in tempo reale, fa l'unica cosa che può fare: spegne i modelli per tutti. Compreso chiunque stia leggendo da qualsiasi paese del mondo che non siano gli Stati Uniti.

Cos'era Fable 5 e perché contava

Per capire la portata di quello che è accaduto bisogna capire cosa erano questi modelli. Fable 5 era stato presentato il 9 giugno 2026 come il sistema di intelligenza artificiale più potente mai reso pubblicamente disponibile. Benchmark eccezionali praticamente in ogni categoria: ingegneria software, ricerca scientifica, analisi di testi complessi, capacità visive. Per la prima volta Anthropic aveva deciso di rilasciare al pubblico un modello della classe Mythos, normalmente riservato a un ristretto gruppo di organizzazioni specializzate.

La struttura tecnica di Fable 5 era a doppio livello. Quando una richiesta riguardava cybersecurity, biologia o chimica, il sistema la reindirizzava automaticamente al modello precedente, Claude Opus 4.8, già disponibile. Mythos 5 era lo stesso motore sottostante, ma privo di quei filtri, destinato esclusivamente a enti di cyber difesa e infrastrutture critiche. Due versioni dello stesso sistema: una per il pubblico generale, una per chi lavora nella difesa informatica.

Il jailbreak che ha fermato il mondo

Il meccanismo che ha innescato l'ordine governativo è quello che gli esperti chiamano "jailbreak", cioè una tecnica per aggirare i filtri di sicurezza di un modello. Un ricercatore noto online come "Pliny the Liberator" ha dimostrato una combinazione di tecniche che permetteva di superare parzialmente le protezioni di Fable 5. Questa è la parola che il governo americano ha scelto di ignorare: parzialmente. Il jailbreak scoperto non era universale, cioè non aggirava tutti i filtri in tutti i casi. Funzionava in un contesto specifico per un tipo specifico di query. Anthropic ha poi dimostrato che quello stesso risultato, quella stessa capacità di identificare vulnerabilità software, si ottiene oggi con GPT-5.5, il modello di OpenAI, che non è stato toccato dall'ordine governativo. Decine di esperti di sicurezza informatica hanno firmato una lettera aperta chiedendo di revocare il divieto. La loro tesi è semplice: Fable 5 non offriva capacità di attacco informatico uniche, solo migliori di quelle già disponibili altrove.

«Per la prima volta nella storia, il governo americano ha usato i controlli sulle esportazioni per bloccare l'accesso a un modello AI commerciale già rilasciato al pubblico.»

Il precedente che nessuno aveva previsto

Questa è la prima volta nella storia in cui il governo americano ha usato controlli sulle esportazioni per bloccare l'accesso a un modello AI commerciale già rilasciato al pubblico. Non stiamo parlando di tecnologia militare classificata. Stiamo parlando di un servizio che chiunque, tre giorni prima, poteva usare pagando dieci dollari per milione di token. Bloccato per i non-cittadini americani in meno di 72 ore. Una logica che ricorda da vicino quella del Cloud Act, il quadro normativo americano che permette al governo degli Stati Uniti di accedere ai dati custoditi da aziende americane anche quando fisicamente si trovano in Europa. Come ho avuto modo di analizzare in quell'articolo sulla sovranità dei dati, quella norma aveva almeno il vantaggio di essere costruita nel tempo, discussa, resa pubblica nella sua logica. Questo ordine su Fable 5 è arrivato un venerdì pomeriggio, senza preavviso, senza procedura pubblica, senza notifica agli stati alleati.

La reazione europea: giusta, tardiva, insufficiente

La Commissione Europea ha risposto in tempi relativamente rapidi, avvertendo che le misure americane non devono essere discriminatorie. Il Centro per la politica europea ha pubblicato un'analisi in cui definisce il blocco più un segnale geopolitico che una misura di sicurezza necessaria. L'argomento è convincente: dimostrando di poter restringere in poche ore l'accesso globale a un modello AI di punta, Washington ha mandato un messaggio netto. I sistemi AI di frontiera rimangono sotto controllo strategico americano, non solo nei confronti dei rivali, ma anche nei confronti degli alleati. Posizioni condivisibili, ma guardando il panorama dell'intelligenza artificiale in Europa rispetto agli USA, ritengo che le parole da sole non bastino. Come ho avuto modo di ragionare a proposito della dipendenza tecnologica europea e degli strumenti istituzionali digitali, l'Europa dipende dagli USA in modo strutturale. Non è una questione che si risolve con un comunicato stampa.

Qual è l'alternativa europea a Fable 5? Non esiste. Quali sono i modelli AI europei che competono a quel livello? Non ci sono, o non sono accessibili al pubblico. Quando in Europa si parla di autonomia digitale si discute, spesso, di formati di file per i documenti degli uffici pubblici, che pure è un campo su cui vale la pena lavorare. Ma è come ragionare sul tipo di carburante da usare mentre il motore non è ancora stato costruito.

Chi paga il conto

L'ordine ha colpito tutti i non-cittadini americani senza distinzioni. Gli alleati storici degli USA, i paesi europei, i ricercatori universitari che lavoravano con le API di Fable 5, le aziende europee che avevano integrato il modello nei loro prodotti tre giorni prima. Persino i dipendenti di Anthropic con passaporto straniero, lavorando fisicamente negli USA, non potevano più accedere al modello su cui stavano lavorando.

Anthropic ha protestato formalmente, affermando che se questo standard venisse applicato all'intera industria si bloccherebbero di fatto tutti i nuovi rilasci di modelli da parte di qualsiasi provider. È una critica che condivido. Ma aggiungo un'osservazione che mi sembra la più importante dell'intera vicenda: Anthropic stessa, negli anni scorsi, aveva sostenuto pubblicamente la necessità di maggiori controlli governativi sull'AI. Il governo ha controllato. Il problema non era il controllo in sé, ma che questo controllo specifico è arrivato senza trasparenza, senza procedura verificabile, senza criterio tecnico indipendente.

A mio avviso questo è il nodo centrale che le discussioni sulla governance dell'intelligenza artificiale continuano a evitare: non basta chiedere "regolate l'AI", bisogna chiedere come e con quali garanzie procedurali. La differenza tra una regolazione che funziona e una che produce danni collaterali enormi non sta nell'intenzione. Sta nel processo. E il processo che ha prodotto il blocco di Fable 5 non è un processo che nessun paese democratico dovrebbe accettare come modello da replicare.