Ogni anno a settembre, il Presidente della Commissione europea si presenta davanti al Parlamento europeo per fare il punto sui dodici mesi appena trascorsi e indicare le priorità per l'anno che arriva. È un rito istituzionale che in inglese si chiama SOTEU, State of the Union, ed è probabilmente il momento più simile, nel calendario europeo, al discorso sullo stato dell'Unione che il Presidente degli Stati Uniti tiene davanti al Congresso. Quest'anno l'appuntamento, il secondo della Commissione von der Leyen II, si è tenuto a Strasburgo, con la partecipazione del Primo ministro canadese Mark Carney come ospite d'onore.
Il discorso ha toccato moltissimi temi, dall'economia alla difesa, passando per il clima e la tutela dei minori online. Qui li ripercorriamo per categoria, in modo fattuale, senza entrare nel merito politico delle singole scelte.
Mercato unico e semplificazione normativa
Il rilancio dell'economia europea è stato presentato come la priorità numero uno. La Commissione ha rivendicato l'accordo raggiunto con Parlamento e Consiglio sulla roadmap "One Europe, One Market", con l'obiettivo politico di completare le riforme chiave del mercato unico entro la fine del 2027.
Sono già stati presentati dodici pacchetti "omnibus" di semplificazione, che spaziano dall'automotive alla chimica, dall'energia alla difesa. Insieme alle misure di semplificazione del 2025, dovrebbero generare un risparmio stimato in almeno 17 miliardi di euro l'anno in costi amministrativi per le imprese europee, con l'obiettivo dichiarato di tagliare gli oneri di almeno il 25% per tutte le aziende e il 35% per le piccole e medie imprese entro fine mandato. Un tema di semplificazione normativa che riguarda da vicino anche il mondo digitale, come ho approfondito in un mio precedente articolo su come il Digital Omnibus europeo tenti di mettere ordine tra GDPR, AI Act e Data Act.
È stato inoltre annunciato un "patto contro il goldplating", una richiesta esplicita agli Stati membri di non aggiungere, a livello nazionale, requisiti superiori al minimo previsto dalle direttive europee, oltre a un nuovo pacchetto bancario e alla proposta EU Inc., un regime societario unico che permetterebbe di costituire un'impresa interamente online, in 48 ore, per meno di 100 euro.
Energia, clima e materie prime
Il discorso ha collegato la crisi energetica dell'ultimo anno alla chiusura dello Stretto di Hormuz, che secondo la Commissione avrebbe comportato per l'Europa un costo aggiuntivo di svariate decine di miliardi di euro in importazioni di combustibili fossili. L'obiettivo dichiarato è raddoppiare la quota di elettrificazione dei consumi energetici entro il 2040, con un risparmio stimato fino a 130 miliardi di euro l'anno entro il 2030 grazie alla transizione verso l'energia pulita. Nel 2025, per la prima volta, l'Europa ha prodotto più elettricità da eolico e solare combinati che da fonti fossili.
Sono stati annunciati un nuovo pacchetto sulle reti elettriche, un framework per la resilienza climatica con la mappatura dei 100 territori europei più vulnerabili, una nuova alleanza assicurativa contro le catastrofi (oggi solo circa un quarto delle perdite da catastrofi in Europa è coperto da assicurazione privata) e un piano contro le ondate di calore, dopo un'estate 2026 definita nel discorso "l'estate della verità", con oltre 35.000 morti aggiuntive stimate durante le ondate di calore.
Sul fronte delle materie prime critiche, la Commissione ha ricordato una dipendenza superiore all'80% dalla Cina per molte di esse, fino al 90% per alcune terre rare, e ha annunciato una nuova corporazione europea dedicata a procurare e stoccare riserve strategiche.
Intelligenza artificiale: rischi e opportunità
L'intelligenza artificiale è stata definita, insieme al clima, uno dei due grandi "punti di svolta" dell'epoca attuale. Von der Leyen ha riconosciuto esplicitamente i rischi legati ai modelli più avanzati, citando episodi di agenti AI che sarebbero sfuggiti al proprio ambiente operativo, e ha annunciato una cooperazione rafforzata con partner internazionali, tra cui Canada e Regno Unito, su valutazione dei modelli e sicurezza, oltre a un confronto diretto con i principali laboratori di intelligenza artificiale di frontiera.
Sul fronte industriale, sono stati individuati cinque settori prioritari per l'applicazione dell'AI, salute, trasporti, agroalimentare, manifattura avanzata, difesa e spazio, con nuove iniziative annunciate per novembre 2026. Il tema della dipendenza tecnologica europea da infrastrutture e fornitori extraeuropei, richiamato più volte a proposito di capacità di calcolo e materie prime critiche, è lo stesso al centro di un mio precedente approfondimento su cosa significhi davvero sovranità digitale quando i dati passano per aziende soggette al diritto statunitense.
Kids Act e Digital Fairness Act: la protezione dei minori online
Uno dei blocchi più corposi del discorso ha riguardato la tutela dei minori sui social media. Il giorno successivo al discorso la Commissione ha presentato il cosiddetto Kids Act, con un approccio differenziato per fasce d'età: nessun accesso ai social media sotto i 13 anni, nessun account personale sotto i 15 anni, con la possibilità tra i 13 e i 15 anni di soli "mini-account" configurati e supervisionati dai genitori con un tetto di un'ora al giorno, e l'obbligo tra i 15 e i 18 anni di un design delle piattaforme pensato per la sicurezza fin dall'origine.
Un punto rilevante segnalato nel discorso riguarda l'inversione dell'onere della prova: sarebbero le piattaforme a dover dimostrare la sicurezza dei propri sistemi, non gli utenti o le autorità a doverla provare a posteriori. Il tema della gestione degli account dei minori sui social è già stato oggetto di un mio articolo dedicato alle nuove regole di Instagram sugli account per teenager.
Per l'autunno 2026 è stato inoltre annunciato il Digital Fairness Act, che riguarderebbe il design manipolativo e le funzionalità additive delle piattaforme rivolte a tutti gli utenti, non solo ai minori, un tema che ho affrontato anche in un mio articolo a proposito della prima class action italiana contro social ritenuti responsabili di dipendenza nei minori.
Lavoro e diritti sociali
Sono stati annunciati un Quality Jobs Act atteso entro fine 2026, un European Care Deal per affrontare le sfide demografiche, e il primo Housing Act mai proposto a livello europeo, contro affitti brevi non regolamentati e speculazione immobiliare. Il 2026 segna inoltre il decimo anniversario del pilastro europeo dei diritti sociali, con un summit annunciato insieme al Presidente del Consiglio europeo Costa.
Sicurezza, difesa e minacce ibride
È stata annunciata una nuova strategia europea di sicurezza e un meccanismo descritto come "articolo 4 europeo", un protocollo di emergenza per le minacce sotto la soglia dell'aggressione armata, che consentirebbe agli Stati membri di coordinare una risposta comune quando uno di essi viene colpito. È stato inoltre annunciato un nuovo strumento europeo per le capacità di difesa strategiche, esplicitamente allineato alla NATO, e discussa l'idea di un futuro Consiglio di sicurezza europeo. Il rapporto tra nuove capacità offensive statali e controllo democratico, richiamato anche a proposito delle minacce ibride, è il tema al centro di un mio precedente articolo sulla riforma tedesca che autorizza i servizi segreti a condurre operazioni di hacking offensivo.
Un passaggio specifico ha riguardato l'attacco con droni avvenuto nei giorni precedenti a Lipsia, definito nel discorso un attacco condotto con materiale di livello militare da parte di operatori russi su suolo europeo, e qualificato come attacco non contro un singolo Stato membro ma contro l'Unione nel suo insieme. È stato inoltre proposto un percorso perché il Canada diventi il primo "membro associato" dell'Unione europea, un livello di integrazione istituzionale finora inedito.
Ucraina, allargamento e Medio Oriente
Il discorso ha confermato il sostegno continuativo all'Ucraina, ormai al quinto anno di guerra, con un prestito fino a 90 miliardi di euro concordato per il 2026 e 2027. Sono stati inoltre ricordati i primi cluster negoziali di adesione aperti con Ucraina e Moldova, e i progressi di Montenegro e Albania nel percorso di allargamento, oltre a un passaggio politico in Ungheria descritto come una svolta verso il rientro del paese nella traiettoria europea dopo anni di tensioni sullo Stato di diritto.
Su Gaza e Cisgiordania, il discorso ha riconosciuto le difficoltà dell'Unione nel costruire una posizione comune tra gli Stati membri, ha definito inaccettabile il progetto di insediamento israeliano E1, e ha rivendicato il ruolo dell'Unione come principale donatore per la ricostruzione di Gaza.
Migrazione e Stato di diritto
Sono stati rivendicati un calo del 55% negli arrivi irregolari negli ultimi due anni e un ulteriore calo del 37% nel solo 2026, insieme all'annuncio di un nuovo strumento europeo di risposta emergenziale per i flussi migratori considerati ingegnerizzati da attori esterni. Sul fronte dello Stato di diritto, è stato ribadito il legame tra rispetto delle regole democratiche e accesso ai fondi europei, con l'impegno a rafforzarlo ulteriormente nel prossimo bilancio pluriennale 2028-2034.